Spedizione in Tunisia per studiare le piante aromatiche curative

Collaborazione, sostenibilità, solidarietà, ricerca per lo sviluppo e la valorizzazione di un territorio poco conosciuto e fuori dai nostri confini nazionali. Sono gli obiettivi che il dipartimento di Biologia e Biotecnologie dell’università di Pavia si è posto sancendo un accordo trilaterale con l’istituto di ricerca tunisino delle Regioni Aride (IRA) e l’università giapponese di Tsukuba, il 4 luglio scorso a Tunisi, con lo scopo di promuovere lo studio delle piante aromatiche locali per la realizzazione di prodotti derivati che possano poi essere commercializzati con vantaggi, oltre che di ricerca e valorizzazione del territorio, anche economici.

la spedizione in tunisia

Come delegazione del Dipartimento sono volati in Tunisia i ricercatori Daniela Buonocore, del laboratorio di Farmacologia ed Enrico Doria, del laboratorio di Biochimica Vegetale, che ha già alle spalle un periodo di lavoro in Tunisia. «A partire da settembre 2016, per un anno, ho lavorato all’IRA – spiega Enrico – per studiare la potenzialità di alcune piante aromatiche all’uso in campo farmaceutico e cosmetico. Come Dipartimento ricerchiamo sempre collaborazioni e così abbiamo deciso di rendere ufficiale e continuativa quella con la Tunisia per chiarire gli aspetti che riguardano lo studio di queste piante e il trasferimento del materiale biologico in Italia per l’estrazione dei composti e la realizzazione di prodotti per il mercato». Le piante protagoniste della ricerca sono tipiche delle regioni desertiche: «Per quanto riguarda il mio lavoro che è legato allo studio di piante in questo caso aromatiche e medicinali, svolgerlo in Tunisia è stato in realtà molto più stimolante, proprio perché ricco di specie potenzialmente utili a questo scopo. Si possono estrarre composti che poi possono essere utilizzati per medicinali, integratori, cosmetici. D’altronde vengono usate a questo scopo dalle popolazioni locali».

Il progetto si svolgerà con il minor impatto ambientale possibile e con l’intento di valorizzare il territorio e dare possibilità di lavoro anche agli abitanti del posto: «I due laboratori del Dipartimento collaboreranno promuovendo un’attività sostenibile e solidale: non saranno utilizzati solventi inquinanti, inoltre eviteremo qualsiasi forma di sfruttamento possa provocare alterazione dell’ecosistema.

Sarà un’opportunità per le comunità locali di avere uno sbocco economico: loro coltiveranno e raccoglieranno le piante, noi estrarremo le sostanze e distribuiremo i composti sotto forma di prodotti».